PRODOTTI TIPICI CANAVESANI

I prodotti tipici canavesani sono una parte del patrimonio enogastronomico del Piemonte ancora poco conosciuta, ma che per la sua peculiarità merita di essere scoperta e divulgata. Essi nascono in un territorio collocato in una posizione geografica ideale, che rende unico e affascinante il paesaggio ed influenza positivamente le attività umane.

Il Canavese è dominato dall’arco alpino, su cui emerge il Massiccio del Gran Paradiso con le sue incantevoli valli, e dai dolci rilievi dell’Anfiteatro morenico d’Ivrea, monumento geologico unico al mondo. Questo complesso di montagne e colline contorna una vasta area pianeggiante solcata da fiumi e punteggiata di laghi glaciali, che si estende a sud fino al Torinese e ad est  confina con il Vercellese. Nelle montagne, colline e pianure si praticano coltivazioni antiche, risalenti ad un tempo in cui l’economia del territorio era essenzialmente agricola e in cucina si utilizzavano i semplici ma preziosi ingredienti prodotti dai contadini locali. Tutt’ora la produzione enogastronomica canavesana mantiene un forte legame con la tradizione culinaria contadina, fatta soprattutto di sapori rustici, ma genuini ed intensi.

I terreni collinari morenici del Canavese sono particolarmente vocati alla viticoltura, attività praticata sin dall’epoca dei Romani. Tra i vitigni più antichi e famosi spicca l’autoctono Erbaluce, la cui origine s’intreccia con la leggenda. Si narra infatti che i suoi tralci di vite dai grappoli di bacche dolci e dorate siano nati dalle lacrime della Ninfa Albaluce. Da queste uve bianche si ottengono ben tre tipologie di vino DOCG: fermo, spumante e passito. Particolarmente apprezzato è quest’ultimo, l’Erbaluce di Caluso Passito, orgoglio della viticoltura canavesana: un vino di grande personalità dal profumo di frutta matura e miele. Anche dalla produzione di uve rosse si ricavano delle Doc molto interessanti, come il Canavese Nebbiolo, dal sapore pieno e armonico, o il Carema, pregiato “vino di montagna” prodotto nell’omonimo Comune confinante con la Valle d’Aosta.

La natura ancora in larga parte incontaminata del Canavese è l’ambiente ideale per l’apicoltura e la coltivazione di frutta, ortaggi e cereali di qualità. Alcuni volenterosi apicoltori praticano il nomadismo, cercando di avvicinare le api alle migliori fioriture di pianura ed alta quota. E’ un lavoro faticoso e delicato, ma riescono così ad offrire pregevoli varietà di mieli, molti dei quali si accompagnano bene agli squisiti formaggi locali: tome e tomini di tutte le dimensioni, freschi e stagionati. La frutta e gli ortaggi, come una volta, vengono spesso trasformate in speciali confetture e conserve per rifornire le dispense durante le stagioni fredde, mentre con le farine dei cereali locali si producono tante prelibatezze della pasticceria che si abbinano bene al vino passito locale, tra le quali i torcetti, chiamati così per la loro forma ritorta, le paste di meliga, prodotte con la farina di mais (meliga in dialetto), e i canestrelli, croccanti cialde foggiate sul fuoco con antichi attrezzi da cucina. Altre perle culinarie canavesane sono le sue raffinate creazioni di cioccolata, nate in laboratori artigianali formatisi sotto l’influenza dell’arte cioccolatiera torinese: tra queste i deliziosi cioccolatini ripieni di grappe e di liquori locali.

Il Canavese possiede quindi una moltitudine di tesori enogastronomici, accompagnati da bellezze naturalistiche e da un importante patrimonio storico e artistico. Da non perdere!


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